Power Stretching

Power Stretching

Il power stretching è un programma di allenamneto basato su una serie di posizioni e alterna fasi dinamiche a fasi statiche e di forza che portano ad un miglioramento della mobilità articolare e della elasticità muscolare e tendinea in tempi relativamente brevi.

Il nome Power Stretching è la traduzione anglosassone del cinese chen jin bao gu, che significa “affondare la forza nelle ossa” consente di aumentare la forza elastica interna dei tendini, dei legamenti e del tessuto connettivo.

Sono esercizi molto lenti e profondi; il programma di allenamento è basato su una serie di posizioni, con cui si tendono e allungano i muscoli. Una lezione tipo prevede una fase iniziale, una di maggiore intensità, un’alfatonica e una di defaticamento. Nella prima fase ci si concentra su esercizi che migliorano la flessibilità corporea, poi l’intensità aumenta mano a mano che si va avanti introducendo alcune posizioni statiche per la forza. Nella fase alfatonica, ci si concentra di più sull’equilibrio, e nella fase mista si alternano posizioni di forza e di flessibilità. L’ultima parte è quella dedicata al defaticamento in cui si ricerca il rilassamento.

Quello che questo sport si pone come obiettivo è la capacità di allungare un muscolo senza necessariamente essere degli atleti esperti. Tutti noi se allenati nel giusto modo, possiamo ottenere importanti risultati per quanto riguarda la flessibilità. Ecco perché è importante insegnare un po’ alla volta come applicare ed esercitare la forza in archi di movimento sempre maggiori. Ovviamente bisogna sempre stare attenti a non sforzarsi troppo, per evitare di insistere ad allungare troppo in zone che per qualsiasi motivo possono essere già indolenzite e che ci procurerebbero solo fastidi in seguito.
Nel Power Stretching, così come in qualsiasi altro sport, è molto importante la respirazione, che deve essere sempre normale e tranquilla. Se la posizione mantiene il muscolo in un’eccessiva tensione, è possibile che la respirazione diventi affannosa e difficoltosa, ecco perché è importante che non si creino mai situazioni che possano in un certo qual modo alterarla. Le lezioni sono al massimo con 12 partecipanti poiché tutti devono essere controllati dall’istruttore di riferimento. All’interno della lezione si preferirà lo Stretching Isometrico metodo CRS, cioè “contrazione, rilassamento e stretching”. Questo sistema si basa su una contrazione isometrica del muscolo di 10-15 secondi, seguita da un rilassamento di 5 secondi e un successivo allungamento. Anche la muscolatura più profonda in questo caso è sollecitata, migliorando conseguentemente la mobilità articolare. Alle volte è possibile usare anche degli attrezzi come pesetti, elastici e Fit ball, soprattutto nella fase centrale, che è quella di maggiore intensità.

La disciplina attinge anche dal Pilates, sfruttando quelli che sono i suoi principi fondamentali: concentrazione, controllo, baricentro, fluidità del movimento, precisione e naturalmente respirazione. E’ anche la preparazione del corpo per dedicarsi alle arti marziali, al combattimento e alla difesa personale. E’ uno sport adatto a tutti. Unica controindicazione è per chi soffre di pressione alta, perché il mantenimento delle contrazioni isometriche tende a far aumentare la pressione nel soggetto.

Negli esercizi di stretching tradizionali, sono utilizzati i movimenti per trovare l’esercizio ottimale di allungamento muscolare. Nel power stretching l’esercizio viene dinamicizzato, lavorando sempre su forze contrapposte.
L’allenamento in due direzioni anziché una sola, come nei tradizionali esercizi di stretching, permette di concatenare tutti i muscoli del corpo in un’unica fascia, sommando vettorialmente tutte le singole forze. Inoltre rende attiva e scorrevole la forza e l’energia nei muscoli, tendini, legamenti e ossa, lavorando sulla contrazione auxotonica (contrazione che aumenta progressivamente con l’accorciamento muscolare, es. gli elastici), che utilizza le contrazioni concentrica ed eccentrica.
Obiettivo del power stretching è utilizzare principalmente i muscoli in contrazione eccentrica, in espansione. Questo consente di lavorare sulle fibre lente dei muscoli, quindi di avere minor consumo di ossigeno e più resistenza, al contrario dell’utilizzo delle fibre muscolari più veloci. I muscoli sono infatti composti di fibre lente, intermedie e veloci: l’allenamento del power stretching ha come scopo trasformare le fibre intermedie (che sono modificabili) in lente, e arrivare a utilizzare principalmente le fibre lente delle grosse catene muscolari connesse alla colonna vertebrale, i muscoli “anti-gravità” posteriori al corpo, modificando le capacità elastiche e strutturali del muscolo stesso.
Stirare un muscolo per forze contrapposte permette di eccitare l’allungamento sviluppando maggiormente la componente tendinea, aumentando perciò la capacità di mantenere un controllo della giusta tensione sia in apertura sia in chiusura delle articolazioni grazie all’organo tendineo del Golgi. Lavorando con equilibrio di tensioni si eccitano infatti questi propriocettori dei tendini (organi tendinei del Golgi, appunto), cosa che non avviene nello stretching classico, permettendo di aumentare la capacità di percezione del corpo e quindi, in ultima istanza, di realizzare l’unione mente-corpo.

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