T.A.M.M. – Difesa Personale

T.A.M.M. – Difesa Personale

Il TAMM (che significa “Tecniche Arti Marziali Miste”) è una disciplina da combattimento che unisce tecniche di attacco e di immobilizzazione. È noto per il suo efficace contrattacco, viene insegnato alle forze speciali militari in tutto il mondo. Le tecniche derivano dalla migliori discipline da combattimento esistenti: Muay Thai, Judo, Ju Jitsu, Kali, Boxe, Taekwondo, Jetkundoo, Aikido, Kapap, Krav Maga, Kalah,Karate, Silat.

Le tecniche sono molto facili ed intuitive, l’apprendimento risulta essere molto veloce, a differenza delle altre arti marziali antiche. Può essere praticato da tutti, uomini, donne e bambini.
Per le donne e per i bambini vi è un percorso specifico per fare in modo che si acquisisca sicurezza, non solo fisica ma anche mentale.
Il percorso si articola in 5 livelli ben definiti, nella quale vengono insegnate tecniche anti-aggressione, contrattacco o eventuale combattimento.
Gli allenamenti si articolano in una parte di potenziamento fisico atto a migliorare fiato e agilità, per poi passare allo studio delle tecniche citate sopra.
Nel percorso si imparerà a conoscere vari tipi di arma (bastone, coltello e pistola) e l’eventuale utilizzo.
Ci sono anche programmi specifici per militari e forze dell’ordine.

QUALI SONO LE DISCIPLINE NEL DETTAGLIO:

  • Il Kapap (conosciuto anche come CQB-Close Quarter Battle) è un’arte marziale israeliana. Il nome è un acronimo in ebraico moderno che sta per Krav Panim el Panim קפא”פ, קפ”פ (“Panim” significa viso, faccia; inteso per combattimento “faccia a faccia”).
    Nell’IDF (Forze di Difesa Israeliane) le unità delle Forze Speciali hanno avuto il monopolio dell’arte marziale israeliana, e il kapap era conosciuto negli anni settanta come Lochama Zehira (micro lotta) o Lotar.
    Il Kapap non era solo un sistema, ma una miscela di rigorosi condizionamenti fisici, addestramento con armi da fuoco ed esplosivi, addestramento alla sopravvivenza, pronto soccorso avanzato e difesa personale. L’addestramento al combattimento a mani nude era una combinazione dei sistemi occidentali di combattimento come la boxe, la lotta greco-romana e l’addestramento militare britannico del coltello e del bastone. Il sistema includeva una varietà di tecniche militari di combattimento corpo a corpo con il nemico/aggressore disarmato o armato di pistole, fucili, mitra, coltelli e ogni altro genere di armi portatili.
    Non esiste un vero e proprio fondatore di questa disciplina. Esistono diverse linee di insegnamento ovvero una modernizzazione della disciplina più orientata verso i civili, portata avanti da diversi maestri che hanno prestato servizio nell’ambito delle Forze Speciali Israeliane.
  • Il Krav Maga (combattimento a contatto),  un sistema di combattimento (i cui maestri e istruttori spesso preferiscono non definire come “arte marziale”) frutto di tentativi volti alla semplicità e all’immediatezza.
    Trae origine dagli sport da combattimento e arti marziali, evolvendosi nel tempo al passo con le esigenze. È stato ripulito da leve articolari e proiezioni, se non in rarissimi e particolari casi, poiché tali tecniche non si prestano ottimamente a reali situazioni di difesa personale. Inoltre a differenza delle arti marziali tradizionali soprattutto di matrice orientale, non associa oltre all’insegnamento delle tecniche la componente culturale e filosofica dell’etica, né include forme.
    Comprende quindi una sintesi armonica di tecniche derivate dalle arti marziali, da sistemi di lotta a mani nude e dal sistema di close combat (combattimento ravvicinato) del Maggiore W.E. Fairbairn, metodo conosciuto col nome di Defendu. L’impostazione privilegiata prevede l’attacco a parti “sensibili” del corpo come occhi, gola o genitali, non ammesse nelle discipline sportive.
    Questa impostazione, adatta ad ambienti ad alto rischio come i teatri operativi mediorientali, in Italia potrebbe essere fonte di problemi in situazioni di vita quotidiana: infatti l’approccio aggressivo e anticipatorio potrebbero portare a complicazioni di natura penale. Per questo, nell’ambito civile della difesa personale, il krav maga viene insegnato da istruttori esperti per essere usato solo in casi estremi di pericolo per la propria vita (violenza da strada, tentativi di stupro, aggressioni a mano armata, ecc.).
    Puntando soprattutto a zone del corpo (genitali, carotide, occhi, ecc.) ritenute normalmente intoccabili per altri sport di contatto,ed essendo esso privo di ogni regola poiché studiato per difesa e scopi militari, il krav maga non può essere praticato in forma sportiva, come avviene per karate, taekwondo e altri.
    A ciò si aggiunga la grande attenzione che riveste la preparazione per fronteggiare nemici armati, anche con armi da fuoco come pistole e fucili, per comprendere l’elevata specificità di impiego di questo sistema di combattimento, in cui lo scontro fra due avversari a mani nude è solo una delle possibilità.
    A seconda delle scuole possono o meno esserci le cinture (non esiste un’uniformità nella scelta dei gradi e/o delle uniformi). Esistono versioni solo per i bambini, solo per le donne o versioni avanzate per gli operatori della sicurezza. In alcuni paesi e alcune federazioni esso comprende anche l’insegnamento al poligono di tiro con arma lunga e corta e in assetto da combattimento, sempre comunque a fuoco vero. In Europa è giunto per la prima volta in Francia negli anni novanta del 1900, mentre in Italia è stato portato dopo l’anno 2000.
  • Il Silat è un’arte marziale originaria del Sud Est Asiatico, in particolare degli stati dell’Indonesia e della Malaysia, ma è praticato anche a Singapore, nel sud del Vietnam, nel Brunei e nella parte sud della Thailandia. In Indonesia è chiamato Pentjak Silat o Pencak Silat, mentre nella Malesia ha il nome di Silat Melayu.
    Il Silat prende ispirazione osservando la natura. Sono infatti molti gli stili e le tecniche esistenti in questa disciplina che si ispirano agli animali, osservando i comportamenti di difesa di questi ultimi e sfruttandone la potenza applicandola al combattimento. Tra le più conosciute “la tigre”, “il coccodrillo”, “il gatto”, “il gallo”, “l’aquila”, “la torpedine”, quella del ‘maiale’ e molti altri.
    Diverse tecniche sono state prese in considerazione da molti esperti di sistemi di combattimento moderni e di difesa personale, ed è spesso appreso insieme al kali filippino.
    Sconosciuta agli occidentali fino al 1700, il Silat è caratterizzato da colpi devastanti, brutali, che sono efficaci e nello stesso tempo raffinati nella tecnica. Vengono usati colpi di pugno, calcio, gomiti, ginocchia con moltissime varianti, ma quello che caratterizza questo tipo di combattimento è l’uso di tecniche di rottura articolari ad impatto (non per trazione o compressione, statiche, come in altre arti come ju-jitsu o Jūdō). Nel silat si assumono spesso posizioni di guardia apparentemente contorte, difficili da apprendere, ma che una volta diventate abituali permettono l’esecuzione di colpi rapidi e potenti. Nel Silat vengono usate soprattutto le armi; tipica è la posizione accovacciata, detta anche seduta in depock, a cui spesso viene abbinato l’uso del caratteristico coltello (karambit) usato su linee basse per tagliare i tendini degli arti inferiori, rendendo l’avversario inoffensivo; altre armi spesso utilizzate nel Silat sono il machete, il kriss, la katana, la sciabola dao, i tee check (sai), e molte altre.
    Tra gli stili originari dell’Indonesia facenti parte del Pencak Silat troviamo le seguenti forme: Bakti Negara – Inti Ombak Pencak Silat – Perisai Diri – Cimande – Harimau – Serak
  • Il Jujutsu (柔術 jūjutsu, spesso anche chiamato jūjitsu) è un’arte marziale giapponese il cui nome deriva da jū (o “jiu” secondo una traslitterazione più antica, che significa flessibile, cedevole, morbido) e jutsu (arte, tecnica, pratica).
    Talvolta chiamato anche taijutsu (arti del corpo) oppure yawara (kun’yomi di jū), il jujutsu era praticato dai bushi (guerrieri) che se ne servivano per giungere all’annientamento fisico dei propri avversari, provocandone anche la morte, a mani nude o con armi.
    Il jujutsu è un’arte di difesa personale che basa i suoi principi sulle radici del detto originale giapponese Hey yo shin kore do, ovvero “Il morbido vince il duro”. In molte arti marziali, oltre all’equilibrio del corpo, conta molto anche la forza di cui si dispone: nel jujutsu, invece, la forza della quale si necessita proviene proprio dall’avversario; più si cerca di colpire forte, maggiore sarà la forza che si ritorcerà contro. Il principio di base, quindi, sta nell’applicare una determinata tecnica proprio nell’ultimo istante dell’attacco subìto, con morbidezza e cedevolezza, in modo che l’avversario non si accorga di una difesa e trovi, davanti a sé, il vuoto.
    Il jujutsu è un’antica forma di combattimento di origine giapponese di cui si hanno notizie certe solamente a partire dal XVI secolo quando la scuola Takenouchi produsse una codificazione dei propri metodi di combattimento. Ma certo l’origine del jujutsu è molto più antica e la definizione, durante tutto il periodo feudale fino all’editto imperiale del 1876 che proibì il porto delle spade decretando così la scomparsa dei samurai, si attribuiva alle forme di combattimento a mani nude o con armi (armi tradizionali, cioè spada, lancia, bastone, etc.) contro un avversario armato o meno, praticate in una moltitudine di scuole dette Ryū, ognuna con la propria specialità. Bo, sai, e nunchaku diventano armi, ma nascendo da semplici attrezzi da lavoro. Il bastone infatti serviva a caricare i secchi, i Sai servivano per la brace, mentre il nunchaku era un semplice strumento usato per battere il riso. Le armi erano inaccessibili ai civili, e questi ultimi adattarono nell’uso i pochi strumenti che avevano a disposizione, usandoli appunto per difendersi.
  • Il Muay thai (in lingua thailandese มวยไทย), noto anche come thai boxe, boxe thailandese o pugilato thailandese, è un’arte marziale e sport da combattimento a contatto pieno che ha le sue origini nella Mae Mai Muay Thai (Muay Boran), antica tecnica di lotta thailandese. Esso utilizza una vasta gamma di percussioni in piedi e di tecniche di clinch.
    La disciplina è nota come “l’arte delle otto armi” o “la scienza degli otto arti” perché consente ai due contendenti che si sfidano di utilizzare combinazioni di pugni, calci, gomitate e ginocchiate, quindi otto parti del corpo utilizzate come punti di contatto rispetto ai due del pugilato, oppure ai quattro della kick boxing, con un’intensa preparazione atletica e mentale che fa la differenza negli scontri a contatto pieno.
    Il muay thai originale divenne popolare nel XVI secolo in patria, ma si diffuse internazionalmente solo nel XX secolo, dopo alcune modifiche regolamentari e quando diversi pugili thailandesi si confrontarono con successo con i rappresentanti di varie arti marziali.
  • Il Kali Filippino, noto anche come Arnis o Eskrima è una delle arti marziali più efficaci e complete esistenti. Il Kali è specializzato nell’utilizzo delle armi, quali bastone corto, doppio bastone,coltello, spada e daga(bastone e coltello),l’utilizzo del dulu dulu (bastone corto tascabile) è molte altre armi. Inoltre, i principi e le meccaniche apprese nel Kali si applicano facilmente anche alla difesa personale. Il praticante di Kali viene addestrato fin da subito a trasformare oggetti comuni in armi improvvisate. E un arte completa che può essere praticata da tutti, ed è molto rapida da apprendere.Esistono molte scuole e stili differenti di Kali Filippino, ognuna con caratteristiche differenti ” vi sono scuole che pongono più attenzione all’ addestramento a mani nude, altre specializzate nell’utilizzo dei bastoni (singoli e doppi), è altre nell’ utilizzo di coltelli, lame lunghe come spade e macheti, o nell’ utilizzo di armi meno conosciute come la frusta,Tomahwak, Tactical Axe, Kerambit,Sarong etc”. Nei nostri corsi, si affrontano tutti questi aspetti, per dare all’ allievo una visione a 360° del Kali, insegnandolo a combattere da tutte le distanze e contro più avversari,imparando a padroneggiare svariati tipi di armi è ad affrontare scenari differenti per non trovarsi impreparato in una situazione di attacco reale.
  • Il judo (柔道 jūdō, via della cedevolezza) è un’arte marziale, uno sport da combattimento e un metodo di difesa personale giapponese formalmente nato in Giappone con la fondazione del Kōdōkan da parte del prof Kanō Jigorō, nel 1882. I praticanti di tale disciplina sono denominati judoisti o più comunemente judoka (柔道家 jūdōka).
    Il jūdō è in seguito divenuto ufficialmente disciplina olimpica nel 1964 in occasione delle Olimpiadi di Tōkyō, e ha rappresentato alle Olimpiadi di Atene 2004 il terzo sport più universale con atleti da 98 diversi Paesi, mentre alle Olimpiadi di Londra hanno partecipato 387 atleti da 135 diversi Paesi
  • Il Jeet Kune Do (截拳道), abbreviato in JKD, è un’arte marziale sincretica non tradizionale, scientifico-filosofica basata sul combattimento “essenziale” fondata dal celebre shifu Bruce Lee negli anni sessanta.
    In cantonese Jeet significa “intercettare”, Kune “pugno” e Do “via”; Jeet Kune Do significa, quindi, “la via del colpo intercettore”.

Silvio

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